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lunedì 6 settembre 2010

La crisi è la maggiore causa dell'aumento della povertà in Europa



La crisi è la maggiore causa dell'aumento della povertà in Europa  


Il 2010 è stato nominato anno europeo contro la povertà. Il 17% della popolazione europea è a rischio di povertà, ma si stanno studiando contromisure come l'introduzione di un salario minimo europeo. Il problema è stato discusso dai deputati europei e dagli esperti intervenuti all'audizione organizzata dalla Commissione occupazione e affari sociali, per aiutare la preparazione della relazione di Ilda Figueiredo, deputata portoghese del gruppo GUE/NGL.
Il 17% della popolazione europea è attualmente considerata a rischio di povertà, cioè guadagna meno del 60% dello stipendio medio nazionale, e quasi la metà di queste persone ha un lavoro.

Le nazioni più colpite sono Lettonia (26%), Romania (23%) e Bulgaria (21%), mentre la classifica dei virtuosi è guidata dalla Repubblica Ceca (9%), seguita da Slovacchia e Paesi Bassi (11%).

La disoccupazione è la causa primaria, ma quell'8% della popolazione che vive sotto la soglia della povertà nonostante abbia un lavoro sta crescendo rapidamente per colpa della crisi.

Il dibattito

"La povertà è una violazione dei diritti umani" sostiene Ilda Figueiredo, che sta preparando la relazione del PE su questo tema. La deputata portoghese ha anche sottolineato che affrontare la povertà va oltre alla definizione di uno stipendio minimo, ma include anche altri benefici, come l'accesso gratuito al sistema sanitario. "Non abbiamo bisogno di cambiare il mondo, ma dobbiamo fare un piccolo passo avanti".

Henri Lourdelle, della Confederazione dei sindacati europei, è intervenuta affermando: "Abbiamo creato posti di lavoro nell'UE, ma la maggior parte sono contratti precari". In Europa ci sono "20 milioni di lavoratori poveri, che non possono vivere dignitosamente con i loro stipendi. Ci vuole uno strumento che fornisca un finanziamento garantito per la dignità di queste persone".

Rebecca Smith di Business Europe, la federazione dei datori di lavoro, dice che "è importante tenere a mente che nonostante non sia un'assicurazione contro la povertà, il lavoro è comunque un prerequisito importantissimo. Alla base di ogni strategia dovrebbe esserci una politica flessibile di sicurezza".

Il rappresentante del network Antipovertà Fintan Farrel ha chiesto una direttiva che istituisca una struttura per adeguare i salari minimi.

Il parere dei deputati

Sergio Cofferati, Socialista Democratico ed ex segretario generale della CGIL, afferma che "La crisi aumenterà la povertà, ma il salario minimo può essere uno strumento per proteggere le persone più esposte ai suoi effetti. Alcuni paesi hanno investito molto sugli ammortizzatori sociali, altri invece non l'hanno fatto".

Secondo Elisabeth Lynne, deputata inglese dell'ALDE, "Una direttiva per istituire una struttura, senza porre vincoli ai paesi membri, sarebbe una buona cosa. Questo perchè la mancanza di standard comuni ha portato a grandi differenze tra gli stati membri nell'affrontare il problema della povertà. Ma una simile proposta verrebbe probabilmente bloccata dal Consiglio".

Il Parlamento parteciperà agli eventi organizzati per l'anno europeo contro la povertà. La relazione di Ilda Figueiredo sarà discussa il 24 aprile, e votato dalla Commissione a giugno.



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