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sabato 31 luglio 2010

 ........e se un giorno, con aria da saccenti, i soliti noti ti vorranno  far notare che  il cittadino qualunque è  un comunque un  dilettante  in politica, finanza ed economia, e per questo è bene che tali attività siano trattate da professionisti esperti in materia,  rispondi loro che l'Arca di Noè è stata costruita da dilettanti
  .......e il Titanic da professionisti

venerdì 30 luglio 2010

Luigi Einaudi

...... migliaia, milioni di individui lavorano, producono e risparmiano nonostante tutto quello che noi possiamo inventare per molestarli, incepparli, scoraggiarli.
E' la vocazione naturale che li spinge; non soltanto la sete di denaro.
Il gusto, l'orgoglio di vedere la propria azienda prosperare, acquistare credito, ispirare fiducia a clientele sempre più vaste.
Ampliare gli impianti, abbellire le sedi, costituiscono una molla di progresso altrettanto potente che il guadagno.
Se così non fosse non si spiegherebbe come ci siano imprenditori che nella propria azienda prodigano tutte le loro energie e investono tutti i loro capitali per ritrarne spesso utili di gran lunga più modesti dì quelli che potrebbero sicuramente  comodamente ottenere da altri impieghi.

                                                                        Luigi Einaudi

In Italia la crisi si supera se le Pmi restano tali

Opinioni  


In Italia la crisi si supera se le Pmi restano tali
Per Paolo Preti, docente Sda Bocconi ed esperto di piccole e medie imprese, il modello di sviluppo italiano non va toccato.
  

16 Marzo 2010

«Quando il bicchiere della realtà è pieno a metà i presupposti perché la situazione sia interpretabile da chi la osserva ci sono tutti». Per Paolo Preti, che ha scelto di applicare la figura retorica della metafora alla nostra economia, non ci sono dubbi: “In Italia il bicchiere
è mezzo pien.”

E a sostegno di quanto detto, il docente Sda Bocconi ed esperto di piccole e medie imprese, non smentisce uno a uno solo i titoli pubblicati fino a poco tempo fa sul
Financial Times, in merito a un'Italia «superata da Paesi come Spagna e Grecia o in posizione sfavorevole rispetto a un'Inghilterra regina della finanza», ma riporta l'attenzione su un Paese, il nostro, secondo in Europa solo alla Germania in termini di esportazioni.
«
Esportazioni che sono senz'altro diminuite nel quadro del commercio internazionale colpito da una crisi che, però, sarà meglio ricordare - puntualizza Preti - dura soltanto da un anno e che proprio per questo non può essere definita come la più grave dopo quella del 1929».


D'altra parte, quanto detto, appare ragionevole. Guardando fuori dalla finestra di casa o dell'ufficio, qualcuno in coscienza può davvero dire che si sta riproponendo la stessa povertà reale fotografata nella New York di 81 anni fa? «
Questo badate bene - si affretta a precisare Preti - non vuol dire che da noi non ci sia la crisi, ma per nostra grande fortuna e merito la situazione che stiamo vivendo non sta cambiando radicalmente le nostre abitudini». Anche guardando ai risultati del turismo, è l'ulteriore riflessione del docente, gli italiani continuano a spendere i propri soldi.

«
Certo ne hanno meno di prima ma nel nostro Paese, nonostante ci abbiano sempre detto che si trattava di parametri indicanti una certa arretratezza, la penetrazione delle carte di credito è senz'altro inferiore e chi si reca in banca per chiedere un mutuo lo fa solitamente fornendo almeno la metà della cifra che sa di dover mettere».

Ecco che allora, nel monologo messo in piedi da Preti nel corso di un incontro svoltosi recentemente a Milano in seno a un convegno promosso da Anima, il ruolo delle associazioni di settore dovrebbe proprio essere quello di conoscere le aziende alle quali ci si rivolge.

«
Lungo tutta la Penisola - sostiene - le Pmi non sono affatto al capolinea e, a mio parere, per uscire dalla crisi non c'è cosa migliore che rimanere fermi su un modello di sviluppo che, per primo, il nostro Paese ha messo in piedi ponendosi inconsapevolmente in antitesi rispetto a chi si ostina a chiedere ai nostri imprenditori di crescere aggregandosi con altre realtà e di mettersi da parte per lasciare la guida di quel che hanno creato a qualche giovane manager».
Il riferimento è al progetto T-holding espresso a fine mandato dall'allora presidente nazionale della Piccola Industria di Confindustria, Giovanni Morandini, «che - a parere di Preti - ha espresso un'idea corretta, quella di diventar grandi, sbagliando però il metodo».

Da preservare sarebbe dunque un modello basato su quattro fattori che parlano di realtà di dimensioni medio-piccole, fortemente orientate al manifatturiero, di proprietà famigliare e con un forte accento imprenditoriale. Le stesse che, per Preti, devono però «
rimanere ferme per cambiare tutto». Come? Prendendo atto, per prima cosa, «che non si può più fare del costo la propria leva strategica. Ogni imprenditore - sentenzia il docente universitario -  deve puntare a recuperare efficienza senza smettere di investire ma innovando e producendo soluzioni di qualità che siano supportate da servizi. Il tutto rispecchiando le proprie vocazioni e scegliendo la strada della specializzazione perché le nostre non sono, e non devono essere, imprese per tutte le stagioni».

giovedì 29 luglio 2010

le perplessità sollevate della cna














In una nota congiunta i Presidenti della Cna, della Confartigianato e di Casartigiani criticano l'articolo 25 della manovra economica

Condivisibile nelle finalità di combattere lavoro nero ed evasione fiscale, ma troppo penalizzante per le imprese delle costruzioni e dell’impiantistica che fatturano regolarmente i loro lavori e pagano le tasse”.
I Presidenti di Cna Ivan Malavasi, di Confartigianato Giorgio Guerrini e di Casartigiani Giacomo Basso commentano criticamente, in una nota congiunta, l’articolo 25 della manovra economica, già in vigore, che istituisce una ritenuta alla fonte del 10% applicata dalle banche e dalle poste sui bonifici con i quali i beneficiari delle agevolazioni fiscali (del 36% sulle ristrutturazioni edili e del 55% per il risparmio energetico) pagano le imprese esecutrici dei lavori.
“Non comprendiamo – sottolineano i Presidenti delle tre Confederazioni – la fretta di far decorrere immediatamente l’applicazione di questa misura, visto che essa è contenuta nella manovra economica che il Parlamento deve ancora esaminare ed approvare”.
“La ritenuta del 10% sulle fatture, IVA compresa, riduce drasticamente la liquidità delle imprese in una fase di crisi. La crisi ha provocato una crescente difficoltà di accesso al credito per le piccole imprese dei settori delle costruzioni e dell’impiantistica”.
“Molte aziende – spiegano i leader di Cna, Confartigianato e Casartigiani - non possono permettersi di rinunciare al 10% di ogni fattura al momento del bonifico. Bisogna considerare, infatti, che a volte il margine di guadagno per l’imprenditore è inferiore del 10%”. “Inoltre – aggiungono - con questa norma si istituisce un’ulteriore anticipazione del prelievo fiscale su un reddito per cui sono stati previsti acconti d’imposta. E' un'anticipazione che, tra l’altro, viene applicata sul ricavo anzichè sul reddito, determinando quindi delle sicure situazioni di credito fiscale. Tutto questo senza apportare alcun contributo effettivo alla lotta all’evasione fiscale. L’amministrazione finanziaria, infatti, possiede già tutti gli elementi per eseguire i controlli incrociando le informazioni inviate, in ogni caso, dai cittadini per ottenere tali agevolazioni”.
I Presidenti di Cna, Confartigianato  e Casartigiani sollecitano l’abrogazione della norma e confidano nella sensibilità del Parlamento per una modifica sostanziale del provvedimento.

a onor del vero







Ci è stato detto: non abbiamo aumentato le tasse - come si chiama prelevare il 10% - oltre il già famigerato 4% su ogni bonifico bancario o postale - eseguito da chi salda le fatture alle imprese per lavori di ristrutturazione di cui - la committenza - usufruisce dello sgravio fiscale del 36% - Dlgs 78 2010 art. 25.







Aiuteremo le piccole medie imprese - provate a entrare in banca per chiedere un prestito o un piano di aiuto alla vostra impresa - chiedete alla vostra associazione di categoria quanto sommessamente è aumentato i prelievo fiscale il costo del lavoro e quanti piccoli e nuovi balzelli sono stati introdotti.







Provate ad avere un'impresa che ogni mese "deve" far fronte a scadenze ed alla quale è chiesto dallo stato la regolarità contributiva pena il mancato rilascio del DURC ( di conseguenza l'impossibilità a svolgere il proprio lavoro ) impresa che a fatica per ritardati pagamenti (visto la crisi che non c'è e tutti hanno denaro da spendere senza problemi ) riesce a malapena pagare stipendi contributi e materiali.







Non metteremo le mani nelle tasche degli italiani - come avrebbero potuto visto che ci hanno portato via i pantaloni lasciandoci senza tasche?

Dedicata agli ultimi ministri delle finanze.




  Un contadino aveva fatto studiare il proprio figlio e quando quest’ultimo ebbe preso al licenza tornò a casa per mettere a frutto quanto appreso.
  Il figlio ansioso di dimostrare la sua bravura convocò il padre e con voce solenne disse” A scuola mi hanno insegnato che per avere dei risparmi bisogna evitare gli sprechi, diminuendo le spese e aumentando le entrate; per cui caro babbo dimmi quali sono le nostre entrate e come amministri le finanze di casa”.
  Il buon uomo rispose: “Vedi figliuolo la nostra è una vita dura, da sempre ci accontentiamo, la maggiore voce di spesa sono gli alimenti per noi e per l’asino che ci aiuta nel lavoro dei campi, il poco che ci rimane lo spendiamo per qualche vestito, per te, per accantonare due soldi per   imprevisti e vecchiaia e per il giorno che ti vorrai sposare”.
  Il ragazzo rimase un po’ interdetto, ma ripresosi e volendo comunque contribuire al riassetto delle finanze famigliari, studiò come limare a destra e manca le spese, far aumentare gli introiti e dimostrare che, studiando il tutto a tavolino e con un po’ di bravura, era possibile riformulare ed ottimizzare il bilancio famigliare.
  Dopo due giorni di attenta analisi sentenziò “Padre per diminuire le spese inizieremo col dar da mangiare meno fieno all’asinello e vedrai che lui poco per volta si abituerà alla sua razione e noi risparmieremo più soldini”.
  Il padre ebbe da obbiettare, sottolineando al figlio che dando meno fieno al somaro questi poteva avere meno forze per i lavori nei campi, ma per non contrariare il figlio economista acconsentì.
  La povera bestia sulle prime e suo malgrado si abituò a razioni sempre più scarse, essendo di robusta costituzione e come si suol dire “facendo di necessità virtù”, non diede cenni di cedimento, compensando con grandi bevute di acqua le minori entrate di fieno e i gorgoglii dello stomaco.
  Da parte sua Il figlio orgoglioso del suo successo volle migliorare la sua teoria, diminuendo sempre più la razione spettante all’asino alla fine di ogni giornata di duro lavoro.
   L’esperimento finanziario si protrasse sino a presentare per pasto, alla povera bestia, un pugnetto striminzito di fieno.
  Inoltre vanto e orgoglio del giovanotto era che, grazie alla sua teoria, l’animale aveva una linea invidiabile e non più quell’orrenda pancia gonfia ed ingombrante tipica di tutti i componenti della sua razza.
Digiuna e lavora oggi, digiuna e lavora domani, alla fine la povera bestiola morì di stenti e di fame.


  Da diversi anni sento promettere dai nostri governanti politiche, impegni ed aiuti a sostegno del settore dell’artigianato, della piccola e media impresa, essendo dati alla mano,  il settore trainante e vitale della nostra economia.
  Da diversi anni al di là delle parole, il settore dell’artigianato della piccola e media impresa è sempre più oberato da tasse, balzelli, difficoltà con il settore creditizio/bancario e con i vari enti statali che tranquillamente aumentano i loro “premi” con continui ritocchi e richieste a loro favore, per poter sanare a loro dire il loro bilancio.
  Domanda: non è che i vari ministri abbiano anch’essi studiato alla scuola presso la quale si era diplomato il figlio del nostro contadino.
   Un particolare ringraziamento va all’autore del Dlgs78 - 2010 art. 25, a chi ha ideato e partorito la detrazione del 10% applicata direttamente alla fonte da banche e uffici postali sui bonifici bancari corrisposti alle imprese, detrazione che va a sommarsi al già presente prelievo forzato del 4%.
   La detrazione è applicata sui versamenti a mezzo bonifico a saldo per lavori di ristrutturazione edile eseguiti e di cui, “la committenza”, usufruisce dello sgravio fiscale del 36% o del 55% per le opere di risparmio energetico.
Questo scempio che sottrae liquidità alle imprese e le obbligherà all’indebitamento o alla chiusura, è stato giustificato per “ motivi di rintracciabilità dei pagamenti fatti tramite BONIFICI BANCARI O POSTALI”, pagamenti che dovremmo concludere attualmente sono anonimi.
   L’utile di impresa si è ridotto dal 5% al 8% salvo imprevisti peggiorativi sempre più frequenti, uniti alla difficoltà di incassare quanto  spettante.
   Faremo inevitabilmente la fine immeritata del somaro sopra descritto o impareremo tutti a lavorare “nostro malgrado in nero”.