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lunedì 8 novembre 2010

libera interpretazione della leggenda di Jonathan l'albatros che non sapeva volare


   Jonathan era un grosso e goffo albatros lasciato dai suoi genitori su una piccolissima isola.  Vedeva volare intorno a se molti uccelli che progressivamente sparivano all’orizzonte. Anche lui sognando la libertà desiderava volare, sognando il paradiso che sicuramente si prospettava oltre l’orizzonte, oltre la sua piccola isola. Ma ogni volta il suo corpo goffo e la sua mole gli ricordavano che per alzarsi da terra e spiccare il volo, bisognava essere fatti in un'altra maniera, snelli e agili come i gabbiani, come tutti gli uccelli che liberi vedeva volare nel cielo. Lui viveva sulla sua isola priva di spazi piani, piena di sassi e rocce, che da sempre però lo aveva protetto da ogni pericolo. La sua voglia di volare tuttavia era talmente grande, il suo desiderio di alzarsi e libero sparire all’orizzonte era talmente forte ed ogni giorno più prepotente, che Jonathan decise di provare anche lui ad alzarsi in volo. Incominciò così, ogni giorno senza scoraggiarsi per gli insuccessi i sui tentativi di volo, tentando ogni  volta di realizzare il suo sogno ed ogni volta, alla fine della giornata, si riprometteva che domani, ……domani sarebbe sicuramente stato il giorno decisivo, che finalmente anche lui avrebbe gustato la libertà del cielo e si sarebbe anche lui, come gli altri uccelli, avviato verso l’orizzonte dove tutti si dirigevano.
Ogni giorno però prendeva la rincorsa, sbatteva le ali e inevitabilmente finiva a terra o in mare. Ma un bel giorno sentì dentro di sé che il desiderio era talmente forte, sicuramente più forte di tutte le altre volte, sicuramente più determinante. Jonathan allora guardò come se fosse l’ultima volta la sua piccola isola, grato perché lo aveva protetto dal vento, dalle burrasche, dalle sue paure e certezze consolidate infondendogli sicurezza e protezione, ma che gli aveva anche reso più difficile il tentativo di alzarsi in volo. Quel giorno, presa la rincorsa scese come tutti i giorni correndo lungo il pendio che finiva nel mare, man mano che scendeva la sua voglia di libertà e di volare cresceva, man mano sentiva la schiuma delle onde sempre più vicina, man mano sentiva che sarebbe stata la volta buona, che questa volta non sarebbe finito per terra o in mare come tutte le altre volte. Arrivato in fondo al suo solito percorso, questa volta successe ciò che aveva sempre sperato. Pian piano Jonathan si alzò in volo, prima di pochi centimetri quasi a sfiorare le onde, poi sempre di più, sempre più in alto, sempre più libero nello spazio del cielo, sempre più vicino a quell’orizzonte che aveva sempre sognato.           m.z.

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