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sabato 4 settembre 2010

Il sogno del bambino stregone

Mi è capitato di leggere un libro, “ il sogno del bambino stregone” di Luca Castellitto edizione Piemme. Ne consiglio a molti  la lettura unita alla inevitabile riflessione che ne deriva. Come risultato immediato, oltre alla commozione, al senso di compassione e rabbia per quanto subito dal protagonista, le vicende narrate (sono tratte da una storia vera), suscitano nel lettore un “ esame di coscienza” di come spesso noi europei con facilità estrema, ci lamentiamo per un nonnulla e come ciò che noi sprechiamo o buttiamo, per molti sarebbe più che sufficiente per gioire e ritenersi fortunati.  
Due cose però mi hanno particolarmente sconvolto: Il protagonista un bambino a quattro anni era già ritenuto grande e capace di lavorare con le donne e gli altri bambini nei campi, a otto anni, subito il rito della circoncisione, diveniva a tutti gli effetti un adulto con ciò che questo comporta. Ma la sua vita diviene un inferno non perché è privato della sua infanzia secondo i nostri canoni, ma perché ritenuto dai suoi stessi famigliari e dai componenti del villaggio un portatore di sventura, (ndoki) capace consciamente di fare del male con la stregoneria al proprio prossimo. Come spesso ho avuto modo di ribadire, penso, anzi ne sono certo, che l’ignoranza sia il peggior male che colpisca l’uomo, in ogni tempo, contesto sociale o religioso ed in ogni angolo del nostro pianeta. Ignoranza che nello specifico scaturisce in violenza verso i più deboli, imponendo e facendo loro subire ciò che si è subito ed accettato.  

1 commento:

  1. E nel cosidetto Terzo Mondo i bambini, purtroppo, sono le prime vittime delle guerre e delle carestie!

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