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sabato 11 settembre 2010

parlando a ruota libera


Tra ricordi, nostalgie e progetti per il futuro.


 Capita a molti per i motivi più disparati di dovere o volere lasciare il luogo o l’ambiente che ti è famigliare, che senti come “casa” o dove incontri i tuoi amici più cari, dove svolgi i tuoi interessi o impegni il tuo tempo libero o dove tenti di concretizzare i tuoi principi.
Le motivazioni possono essere date da screzi, incomprensioni o da voglia e desiderio di novità, o a volte dalla volontà di realizzare e portare avanti un discorso che in quei luoghi diventa impossibile e difficile concretizzare.
Anch’io ho vissuto questa esperienza che ha segnato profondamente gli ultimi diciotto anni del mio cammino, esperienza vista e sentita a volte come una liberazione da un qualcosa era diventato troppo impegnativo, a volte sentita con la nostalgia di aver interrotto un dialogo ed un agire con amici che ti sono molto cari, nostalgia di avere fatto una scelta interrotta  nel suo nascere.
Nel ripensare a quanto sopra si è affacciata alla mente una canzone dei Nomadi che sottolinea come “ il fuoco di un camino non è caldo come il sole del mattino “
Ma se il sole e il vento sulla pelle danno un chiaro segnale di indipendenza e di libertà vissuta, il fuoco del camino richiama inesorabilmente l’ambiente a te caro, familiare ed intimo. Non mi riferisco in questi ricordi alla mia famiglia che, grazie a Dio, è sempre stata unita e ci ha visto, con le difficoltà che ogni giorno al suo nascere ci ripropone, uniti nel nostro divenire del cammino quotidiano. Accenno solo ad un ambiente a cui ero e sono particolarmente legato e del quale, non voglio dare volutamente altre indicazioni che potrebbero identificarlo, ma nel quale intendo ritornare, rimettendomi in gioco, in discussione, confrontandomi con pareri e decisioni che dovranno tener conto di pareri e decisioni anche di altri componenti di questa realtà. Ho capito che da quest’ambiante ho ricevuto molto sia in termini di formazione personale e caratteriale, sia in termini di crescita e che da questo ambiente, posso ricevere ancora molto per migliorarmi per cercare di concretizzare discorsi e sogni lasciati a metà.
Discorsi e sogni che dovranno superare difficoltà, giudizi contributi e punti di vista di altre persone, ma proprio per questo potranno, nella loro possibile realizzazione, qualificarsi come realizzazioni comuni, cementando in tal senso quell’amicizia che è necessaria quando non si vuole camminare da soli, quando per costruire occorre capire che ognuno è chiamato a svolgere un compito che non deve mai essere in contrapposizione con quanto realizzano e svolto dagli altri. Incontrerò le inevitabili difficoltà ? forse. Ma il confronto è dato solo dal dialogo, come lo scambio reciproco può prendere corpo solo e dal saper accettare gli altri, il loro punto di vista e di agire, altrimenti tutto si riduce ad imposizione. Ha ragione chi sostiene che tra il bianco e il nero vi sono un’infinita quantità di gradazioni di grigio, (stesso dicasi per le tonalità di colore) e che ognuno in esse, trova la gradazione per sè più consona.
m.z. 

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