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martedì 18 gennaio 2011

“ La leggenda dei tre alberi sognatori ”


                                 “ La leggenda dei tre alberi sognatori ”

   C'erano una volta, in cima ad una montagna, tra le valli di una terra lontana, tre alberelli che sognavano quello che sarebbero diventati da grandi.

Il primo guardò le stelle che brillavano in cielo come diamanti sopra di lui. "Io voglio custodire un tesoro, disse, voglio essere ricoperto d'oro e voglio essere tempestato di pietre preziose, sarò lo scrigno più bello del mondo".

Il secondo albero guardò il piccolo ruscello che scorreva scintillando verso il mare. "Io voglio essere un gran veliero, disse, voglio navigare su vasti mari e oceani, trasportare re potenti, sarò la nave più forte del mondo".

Il terzo alberello guardò nella vallata sottostante e vide la città dove uomini e donne si affaccendavano. "Io non lascerò mai questa montagna, disse, voglio diventare così alto che, quando la gente si fermerà per guardarmi e riposare all’ombra della mia chioma, alzerà gli occhi al cielo e penserà a Dio, sarò l'albero più grande del mondo".

Passarono gli anni, caddero le piogge, brillò il sole e gli alberelli divennero grandi e maestosi. Un giorno tre boscaioli salirono sulla montagna.

Il primo boscaiolo guardò il primo albero e disse: "E un bell'albero è perfetto” e in un lampo, con un colpo di accetta lo tagliò. Il primo albero cadendo pensò dentro di se: "Sto per diventare un magnifico scrigno e custodirò il tesoro più prezioso del mondo."

Il secondo boscaiolo guardò il secondo albero e disse: "E’un albero vigoroso, proprio quello che andavo cercando." In un batter d'occhio, anche, il secondo albero con un colpo di accetta cadde a terra. "Navigherò su vasti mari e oceani, pensò il secondo albero e diventerò una grande nave, degna del più grande dei re della terra."

Il terzo albero si senti venir meno quando il boscaiolo lo guardò e disse. "Qualsiasi albero per me va bene, ne devo fare solo delle assi e questo è abbastanza dritto e cresciuto” E in un attimo, con un colpo di accetta, anche il terzo albero cadde, anche lui che avrebbe preferito crescere ancora e diventare ancora più grande, anche lui che aveva sognato di rimanere sulla sua montagna, di essere un riparo per i viandanti, di richiamare alla loro mente, mentre riposavano sotto la sua chioma, Il Dio che sta nei cieli.

Il primo albero si rallegrò quando il boscaiolo lo portò dal carpentiere, ma questi era davvero troppo occupato e troppo immerso nella vita di tutti i giorni perché gli venisse in mente di fabbricare con quel legno degli scrigni. Con le sue mani callose trasformò l'albero in una mangiatoia per gli animali. Così, l'albero che un tempo era stato bellissimo, non era né ricoperto d'oro, né ricolmo di tesori; era ricoperto e pieno di fieno per nutrire gli animali affamati della stalla.

Il secondo albero sorrise quando il boscaiolo lo trasportò verso il cantiere navale ma, quel giorno, a nessuno sarebbe venuto in mente di mettersi a costruire un veliero. A forza di martellate e di lavoro di pialla, l'albero fu trasformato in una semplice barca da pesca. Troppo piccolo, troppo fragile per navigare su un vasto oceano, sui mari e perfino sui fiumi, fu portato in un laghetto lì vicino e tutti i giorni trasportava carichi di pesci che di notte venivano pescati nel piccolo lago.  

Il terzo albero divenne molto triste quando il boscaiolo dopo averlo tagliato per trasformarlo in grosse travi le accatastò nel cortile dimenticandosi di averle. "Ma che è successo, si chiese l'albero, io che desideravo soltanto rimanermene sulla montagna e di ispirare pensieri di pace e serenità a chi sostava alla mia ombra.”

Passarono molti giorni e molte notti. I tre alberi dimenticarono quasi i loro sogni…..,...
Ma, una notte, la luce d'una stella dorata illuminò quello in cui era stato trasformato il primo albero, proprio mentre una giovane donna deponeva il suo neonato in una mangiatoia. "Avrei proprio desiderato fargli una culla...", mormorò  l’uomo accanto a lei. La giovane donna strinse la mano dell’uomo e sorrise mentre la luce della stella brillava sul legno ben levigato. "Questa mangiatoia è magnifica", disse. E subito il primo albero seppe che custodiva il tesoro più prezioso del mondo.

Altri giorni e altre notti passarono...... una sera un viandante stanco ed i suoi  compagni di avventura, si ammassarono nella vecchia barca del pescatore loro amico. Mentre la barca in cui era stato trasformato il secondo albero vogava tranquillamente sul lago, i suoi occasionali ospiti si addormentarono sopraffatti dalla stanchezza. Scoppiò all'improvviso il temporale e si alzò la tempesta, la piccola imbarcazione fu presa da un tremito consapevole che, con quel vento e quella pioggia e quelle onde, non avrebbe avuto la forza di trasportare in salvo a riva tante persone!
Il viandante si svegliò. Allargò le braccia e disse: "Pace" La tempesta si calmò con la stessa rapidità con cui era scoppiata.
E subito il secondo albero seppe che stava trasportando il più grande di tutti i re, il re dei cieli e della terra.

Qualche tempo dopo, un venerdì mattina, il terzo albero fu sorpreso quando due delle sue travi furono cavate fuori dal mucchio di legna dimenticata. Trasportato in mezzo alle grida di una folla irritata e beffarda, rabbrividì quando i soldati romani inchiodarono su di lui le mani e i piedi di un uomo con il corpo e il volto sfigurato dal dolore per le percosse subite. L’albero si senti orribile e crudele per essere il mezzo di quell’orrenda tortura….. e pensò ai suoi sogni lontani mentre il sangue di quel poveretto colava su di lui e la vita di quel giovane abbandonandolo metteva fine a quell’ immenso patire.
Ma la domenica mattina, quando il sole si alzò e la terra tutta intera vibrò d'una gioia immensa, il terzo albero seppe che l'amore di Dio aveva trionfato, il figlio di Dio…… era risorto.
Ed allora il terzo albero capì che ogni volta che la gente avesse pensato e visto ciò in cui lui era stato trasformato, avrebbe pensato a Dio, al suo infinito Amore e……… e questo gli fece capire che anche i suoi sogni si erano avverati, era diventato il più grande albero del mondo, il più grande perché capace di ispirare nell’animo degli uomini i pensieri e l’amore di Dio.
m.z. fiabe e leggende di quando ancora non esisteva internet
 


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