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mercoledì 23 febbraio 2011

Accenno sul concetto cristiano dell'Amore.

Accenno sul concetto cristiano dell'Amore.

Che cosa è l’amore?
a) Lo possiamo domandare alla nostra intelligenza, alla nostra esperienza umana, in sintesi essa ci dice che l’amore è una passione, un sentimento, quella parte dello spirito dell’uomo che non è la ragione.
b) Nella fede cristiana invece lo dobbiamo domandare a Gesù Cristo o a chi, come Paolo, ha fatto del suo vivere gli insegnamenti di Gesù, pur con tutti i limiti della propria natura umana.
Paolo ha capito che l’amore (detto anche «carità») è un rapporto che una persona decide di stabilire con un’altra persona, rapporto che ha come scopo unicamente il bene dell’altra persona.
 Egli, Paolo ci fa sapere che l’Amore, quello con la A maiuscola tutto scusa, tutto sopporta, tutto crede, tutto spera, e che anche se fossimo dei super uomini dotati di una fede che ci fornisce immensi poteri tanto da spostare le montagne, ma non avessimo nel farlo l’amore come forza dell’agire (sempre quello con la A maiuscola), vana sarebbe la nostra fede.(1 Cor. 13)
 Quanto detto perché coloro che noi consideriamo i nostri nemici, solo con l’amore potremmo farli diventare amici, perché solo con l’amore potremmo redimerli, perché solo l’amore potrà far cambiare il loro cuore e renderli una creatura nuova, creatura a sua volta capace di rispondere con azioni d’amore. Solo l’amore (sempre quello con la A maiuscola) sa tenere conto non solo di quello che dà, ma innanzi tutto di quello che riceve e non fa proporzioni, compensazioni o confronti tra ciò che dà e ciò che riceve. 
Paolo, ci ha dimostrato nel suo agire il senso dell’amore cristiano, amando coloro che non lo amavano per diversificarsi dai pagani, i quali amavano sì, ma solo i loro amici, l’apostolo delle genti ha voluto cercare, capire e scoprire negli altri il bisogno d’amore che ha ogni essere vivente, comprendendo e facendo emergere il bisogno di Dio anche in coloro a quali Dio era sconosciuto, sapendo vedere il fratello anche in chi appariva come il nemico.
 Ti scongiuro davanti a Dio e a Cristo Gesù che verrà a giudicare i vivi e i morti per la sua manifestazione e il suo regno: annunzia la parola, insisti in ogni occasione opportuna e non opportuna, ammonisci, rimprovera, esorta con ogni magnanimità e dottrina” (2 Tm 4, 1-2). “A chi ti percuote sulla guancia sinistra porgi anche la destra, a chi ti chiede il mantello dona anche la tunica.”  (Lc. 23,33-34)

-  in cosa si diversifica l’amore verso Dio e l’amore verso il nostro prossimo.

L'AMORE per l'esperienza umana è un sentimento intenso e profondo, di affetto, simpatia ed adesione, rivolto verso una persona, un animale, un oggetto, la natura, o verso un concetto, un ideale. Oppure, può semplicemente essere un impulso dei nostri sensi che ci spinge verso una determinata persona.


L'AMORE per la fede cristiana è volere il bene dell’atro e nell’altro amare Dio.   
Nel cristianesimo l'amore di Dio è la somma benevolenza del Signore verso le creature terrene. Secondo quanto riportato dalla Prima lettera di Giovanni 4,16 , Dio stesso è Amore e in particolare Amore  Misericordioso, Paziente, Tollerante, Rispettoso, che tutto COMPRENDE.
Per i credenti ogni gesto di Dio verso le sue creature creazione, redenzione, provvidenza è compiuto per amore. San Paolo nella lettera agli Efesini 2,4.5 afferma che Dio "per il grande amore, con il quale ci ha amati, ci ha fatto rivivere in Cristo". Per il credente, l'evento centrale del cristianesimo, cioè la morte e resurrezione di Gesù, è proprio “ la prova” dell'amore di Dio.
L'amore che noi scopriamo provenire da Dio, è una delle più importanti caratteristiche per poter vivere e qualificare il vivere e l’appartenere a Cristo.
Scrive Paolo, nella prima lettera ai Corinzi:
« L'amore è paziente, è benevolo; l'amore non invidia; l'amore non si vanta, non si gonfia, non si comporta in modo sconveniente, non cerca il proprio interesse, non s'inasprisce, non addebita il male, non gode dell'ingiustizia, ma gioisce con la verità; soffre ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa. L'amore non verrà mai meno. »  (1Cor.  13, 4.10  )

 La Prima Lettera di Giovanni ribadisce:
- Guardate quale grande amore ci ha dato il Padre: che ci chiamiamo figli di Dio e lo siamo veramente (3,1).
- Da questo abbiamo conosciuto l’amore: Egli (Gesù) ha dato la sua vita per noi! Noi pure dobbiamo dare la vita per i nostri fratelli (3,16).
- L’amore di Dio verso di noi si è dimostrato in questo: Dio ha mandato nel mondo suo Figlio Unigenito, affinché noi avessimo la Vita per mezzo di lui.
-  E tale amore consiste in questo: non siamo noi che abbiamo amato Dio, ma è lui che ha amato noi ed ha mandato suo Figlio come vittima di propiziazione per i nostri peccati (4,9-10).

Il vangelo di Giovanni annuncia:
- Poiché Dio ha tanto amato il mondo, che ha sacrificato il suo Figlio Unigenito affinché  chiunque crede in lui non perisca, ma abbia la vita eterna (3,16).
- Disse Gesù ai discepoli: «... Voi mi chiamate Maestro e Signore, e dite bene, perché lo sono. Se dunque vi ho lavato i piedi io, il Signore e il Maestro, dovete anche voi lavarvi i piedi l’un l’altro» (13,13-14).
  
   Lavare i piedi: mettersi a servizio.
   Disse Gesù ai discepoli: Questo è il comandamento nuovo: che vi amiate scambievolmente come io ho amato voi. Nessuno ha amore più grande di colui che dà la propria vita per i suoi amici (15,12 13).


Dal Vangelo secondo Matteo:
- Gesù disse: «Avete udito che fu detto: "Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico". Ma io vi dico: amate i vostri nemici, pregate per coloro che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli, che fa sorgere il suo sole sopra i cattivi e sopra i buoni e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti» (5,43-45).

Dalla lettera di Paolo ai Galati:
- Mediante la carità, fatevi schiavi gli uni degli altri (5,13).

Da questi testi e da molti altri che si potrebbe citare si deduce:  
- il modello di amore a cui il cristiano deve ispirarsi è Gesù che rivela ed incarna l’amore della Santissima Trinità nella persona del Padre, del Figlio e dello Spirito,
- l’amore è dono totale e gratuito di sé, cioè volere il bene dell’altra persona (compreso il nemico) disinteressatamente.

Il concetto di amore che propone Gesù non è identico a quello proposto dalla ragione umana: sarà sempre difficile per la ragione umana accettare che si debbano amare anche i nemici senza vendicarsi di loro, facendo loro del bene, vedendo in loro il fratello, colui per il quale come per te, Cristo ha donato la via vita.

SECONDO IL CRISTIANESIMO L'AMORE SI CONTRAPPONE A

VOLERE SÉ PER GLI ALTRI (DONAZIONE)       VOLERE GLI ALTRI PER SÉ (EGOISMO)

- LIBERAMENTE                                                      - POSSESSIVAMENTE
                                                
- GRATUITAMENTE                                                  - INTERESSATAMENTE

- PER TUTTI GLI ALTRI                                              - DONARSI SOLO A QUALCUNO


- Amore di Dio e del prossimo nel Cristianesimo -

Nel Cristianesimo, quando si parla di amore, si distingue tra:
- amore di Dio
- amore del prossimo.


1. L’amore di Dio
La frase «amore di Dio», che sovente viene usata dagli autori del Nuovo Testamento e poi da tutta la Tradizione cristiana, può avere due significati:

a) amore che Dio ha per ogni uomo
b) amore che l’uomo ha verso Dio.

Analizzando separatamente i due concetti.

a) Amore di Dio verso l’uomo

“Forse Dio è Dio soltanto dei Giudei? Non lo è anche dei pagani? Certo, anche dei pagani! Poiché non c'è che un solo Dio, il quale giustificherà per la fede i circoncisi, e per mezzo della fede anche i non circoncisi”. (Rom.3. 29,30)
La prima lettera di Giovanni (4,16) dice «Dio è amore», ma dal contesto si vede che l’autore non vuole dare una definizione di Dio, anche perché Dio infinito non si può definire, cioè delimitare.
Egli afferma invece: «Noi non sappiamo chi sia Dio, perché nessuno l’ha mai visto (Gv 1,18), ma una cosa di sicuro possiamo dire su di Lui e cioè che, da quello che ha fatto per noi, si è rivelato come uno che vuole il nostro bene o in altri termini ci ama di un amore “GRATUITO”».
Dio dunque è amore, perché vuole il bene dell’uomo.
E lo dimostra con i fatti: ha fatto esistere l'uomo (creazione) e l’ha fatto esistere come suo figlio (divinizzazione), gli ha fatto conoscere la verità attraverso i Profeti e definitivamente attraverso suo Figlio che è morto e risorto per gli uomini (rivelazione)...ma lo ha lasciato libero di scegliere se accettare o rifiutare la sua proposta.
Dio non manda nessuno all’inferno, vi sono persone che nonostante tutto scelgono liberamente e consciamente la realtà dell’inferno. ( qualunque essa sia)  

Perché Dio ha fatto tutto questo?

Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio, ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, in virtù della redenzione realizzata da Cristo Gesù”. (Rom.3. 23,24)
Tutta la vita umana, ad una visione di fede, rivela l’amore che Dio ha per l’uomo.
Non certo perché Dio avesse bisogno di una creatura che lo amasse: l’esistenza degli uomini sulla terra non arricchisce o impoverisce Dio che è e resta infinito.  Egli nel suo progetto di amore non strumentalizza le persone a sé, non ha bisogno dell’adorazione della creatura, non pretende sacrifici o olocausti, vuole unicamente il bene dell’uomo. (Espressione più pura dell’amare)

Ma qual è il bene dell’uomo? Rispondendo a questa domanda entriamo nell’altro punto:

b) Amore dell’uomo verso Dio

L'Antico ed il Nuovo Testamento dicono che non c’è altro bene per l’uomo che obbedire a Dio, uniformandosi liberamente alla sua volontà. Dio vuole dall’uomo solo questo. Dunque Dio vuole il bene dell’uomo, perché vuole che l’uomo comprenda e liberamente compia la sua volontà. 
Qualunque sia la risposta dell’uomo, essa non cambia Dio, non lo rende più felice, non lo arricchisce, ma realizza l’uomo come figlio.   
Questo è l’amore dell’uomo verso Dio: l’uomo ama Dio quando fa la sua volontà, non come schiavo che sopporta perché non può farne a meno, o coma un automa che non comprende, ma come figlio che vede, comprende e sceglie in Dio un padre amoroso.
Secondo la rivelazione cristiana, Dio è Padre perché vuole in tutto e sempre il bene dei suoi figli. “Se voi dunque che siete cattivi sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele domandano“!  (Mt. 7.11)
Perciò, anche se alla luce della ragione a volte può sembrare inaccettabile, il cristiano crede che Dio è sempre Padre e quindi ogni cosa che capita, nasconde/rivela la volontà amorosa di Dio.
Ma a volte questa volontà appare velata, non la si può capire in anticipo; il senso delle cose e dei fatti si potrà comprenderli appieno solo dopo, spesso solo nella vita eterna, quando conosceremo perfettamente come perfettamente siamo conosciuti. cf.1Cor 13,12)

2. L’amore verso il prossimo
Se amare è volere il bene, amore verso il prossimo è volere il bene del prossimo, anche se è un nemico (Mt 5,43-48).
Ma chi è il prossimo?
A questa domanda Gesù aveva già risposto con la parabola del buon samaritano (Lc 10,25-37):
Ed ecco, un dottore della legge si levò per metterlo alla prova, dicendo: «Maestro, facendo che cosa erediterò la vita eterna?». Ora, egli gli disse: «Nella Legge che cosa sta scritto? Come leggi?». Quegli, rispondendo, disse: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima e con tutta la tua forza (Deut. 6,5) e con tutta la tua mente, e il prossimo tuo come te stesso» (Lev. 19,18). Gli disse: «Hai risposto rettamente! Fa' questo e vivrai». Ma quegli, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è il mio prossimo?». Gesù, riprendendo, disse: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e si imbatté nei ladroni, i quali, dopo averlo spogliato e coperto di bastonate, se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Ora, per caso, un sacerdote scendeva per quella via e, vedendolo passò oltre. Egualmente anche un levita, arrivando sul posto e avendolo visto, passò oltre. Ma un samaritano, che era in viaggio, arrivò vicino a lui e, avendolo visto, ne ebbe compassione e, avvicinatosi, gli fasciò le ferite, versandovi sopra olio e vino: fattolo salire sulla propria cavalcatura, lo condusse in un albergo e si prese cura di lui. E all'indomani, avendo tirato fuori due denari, (li) diede all'albergatore e disse:
"Prenditi cura di lui e quello che spenderai in più, io, quando ritornerò, te lo renderò".
Chi di questi tre ti pare che sia stato prossimo per colui che si era imbattuto nei ladroni?». Quegli disse: «Colui che gli ha usato misericordia». Gesù gli disse: «Va', anche tu fa' altrettanto».
Penso che uno dei messaggi della parabola sia questo: «Fatti tu prossimo vicino ad ogni uomo».
Prossimo allora è ogni persona che ha bisogno di noi e cioè ogni uomo.
E quale è il bene del prossimo?
Il bene di ogni uomo è che ogni uomo risponda a Dio facendone la volontà.
Perciò amare il prossimo è aiutarlo a fare sempre la volontà di Dio: l’amore per il prossimo secondo Gesù non è un atteggiamento sentimentale, bensì un impegno fattivo.

3. Identità tra amore di Dio e amore del prossimo

La prima lettera di Giovanni afferma che vi è identità fra amore verso Dio ed amore verso il prossimo.
a) È facile vedere che l’amore verso il prossimo coincide con l’amore di Dio (1 Gv 4): se Dio è presente in ogni uomo (Mt 25,40), l’amore vero, non egoistico verso il prossimo, è un amore orientato a Dio.
b) Meno facile è vedere che l’amore verso Dio coincide con l’amore verso il prossimo. Chi ama Dio non può non volere che Dio sia amato da tutti gli uomini. E questo, come si è visto, è per loro il massimo bene: fare la volontà di Dio. Quindi chi ama Dio non può non volere il massimo bene degli uomini.
c) La predicazione dell’amore non è una caratteristica esclusiva della predicazione di Gesù. L’'idea dell'amore è anteriore a Gesù. Anche Confucio, per es., ha predicato l’amore e sei secoli prima di Gesù.
d) Per accettare che sia giusto il concetto di amore che propone Gesù, occorre credere in Lui come “Parola” di Dio, un Dio vicino agli uomini e loro amico, tanto da farsi uomo, vivendo, offrendo la propria vita e risorgendo per la salvezza di tutti gli uomini di buona volontà che credono in Lui, per renderci partecipi della sua felicità nella vita eterna; chi vive nell'amore di Cristo ha già la vita eterna perché vive già in unione con Dio.
Proprio nella fede sulla persona di Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo si fonda tutto il cristianesimo; ciò costituisce una caratteristica essenziale ai fini di una differenziazione della fede cristiana in Dio nei confronti con altre religioni, che fondano il loro credere non su una persona ( un Dio fatto carne sempre presente nella storia, che “vive in prima persona” ciò che predica e quanto chiede agli uomini ) , ma sulla pratica religiosa di una dottrina.
Credere significa dunque appoggiarsi, affidarsi, consegnarsi a Dio senza timore e senza ripensamenti, significa affidare a Lui soltanto le sorti della nostra vita, donando le nostre gioie e i nostri dolori, i nostri numerosi fardelli insostenibili o irrealizzabili, le speranze, i successi e le inevitabili delusioni, credendo che ciò che è impossibile agli uomini, è possibile agli uomini che credono in Dio.
m.z.

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