Lettori fissi

Archivio blog

domenica 10 luglio 2011

La crisi delle imprese edili nella prov. di Imperia.

La crisi delle imprese edili nella prov. di Imperia.


Si legge da più parti della grave crisi che attanaglia il settore edile. E’ innegabile e nessuno si sognerebbe di affermare il contrario, ma è altrettanto innegabile che le problematiche tanto sbandierate, se veramente vogliamo essere sinceri, non corrispondono alla reale situazione in provincia ( basti analizzare i dati pubblicati sul sito della Cassa Edile). E ‘ in crisi un settore degli edili che ha privilegiato e orientato la sua attività di intervento unicamente con le amministrazioni pubbliche, è in crisi un settore edile che ha sempre e solo fondato la sua attività di intervento con l’acquisizione di appalti e bandi comunali, è in crisi una piccolissima parte di imprese (spesso anche appartenenti al settore dell’artigianato, ma che hanno svolto solamente la loro attività in sub-appalti legate  unicamente alle imprese edili di cui sopra).  Certo la crisi c’è ed è sotto gli occhi di tutti e tutti, anche le imprese, ( soprattutto quelle del restante settore dell’artigianato ) hanno e ricordano di aver vissuto tempi migliori, anche il semplice cittadino, la casalinga, il pensionato, la mitica signora Maria si rende conto della situazione di disagio in cui è costretta a convivere quotidianamente nonostante i proclami dei nostri governati “ tutto và bene, la crisi è alle spalle, noi non siamo la Grecia, ecc.”. Di chi è la colpa? Della globalizzazione, dell’essere in Europa, del governo, degli speculatori internazionali? Non essendo un esperto in materia ma un semplice cittadino, lascio queste valutazioni e risposte a chi di dovere. Ma ritornando al comparto degli edili. Forse è in crisi quel settore che nei corridoi o dal barbiere o nei bar veniva propriamente o impropriamente definito dei soliti noti? Quel settore che per anni ha sempre dominato la piazza? Quel settore dei soliti noti e affini che a turno si aggiudicavano i vari appalti? Difficile da smentire che sui vari cartelli posti nei cantieri edili pubblici i nominativi dei vari assegnatari erano e sono sempre gli stessi. Difficile spiegare come mai oltre a loro ( i soliti noti), rarissimamente altre imprese edili  siano in grado di aggiudicarsi un appalto da un’amministrazione comunale anche solo per caso.
Vi è poi un altro comparto edile, un comparto che ha sempre e solo lavorato investendo e rischiando per lavorare del suo, rivolgendosi ad una clientela non pubblica dove ogni accesso gli era precluso, ma a quella clientela cosiddetta privata che è molto più esigente delle amministrazione pubbliche, quella clientela che se non esegui correttamente il lavoro che ti è stato commissionato non ti paga e pretende prima di pagarti che il lavoro commissionato  le sia rifatto a regola d’arte ( pensate se fosse successo così anche per marciapiedi di via Martiri, per il primo tratto di corso Matteotti, per le facciate dell’ istituto Pascoli, per l’auditorium Franco Alfano, e quanto e quanti altri nomi si potrebbero aggiungere a questo elenco ( si farebbe prima certamente a elencare i lavori definibili “ben fatti” per le nostre amministrazioni pubbliche).
Ma ritornando alle nostre imprese, quelle che non vivono su appalti con il settore pubblico, spesso piccole ma efficienti, spesso dimenticate ( sia nei tempi di vacche grasse, che in quelli di vacche magre) abituate a fare da sé, spesso in grado di riciclarsi ampliando l’offerta e la varietà dei servizi resi, spesso qualitativamente al top della professionalità, ( mentre venivano ultimati i marciapiedi di via Martiri un passante commentava “ se le piastrelle fossero state messe dall’aiuto manovale del mio muratore il risultato finale sarebbe stato senz’altro migliore”; abituate, queste piccole imprese a non piangere in attesa che l’amministrazione o qualche “santo protettore” le risolva i problemi ( magari a danno e scatipo dei cittadini?) ma, queste piccole imprese, abituate a rimboccarsi le maniche, a sentirsi negare dalle banche qualsiasi aiuto finanziario, anche loro sono in crisi, anche loro hanno bisogno di aiuti concreti, anche loro ( il 75% ed oltre delle imprese operanti sul nostro territorio) vorrebbero che qualcuno si occupasse dei loro problemi.
Speriamo che ciò avvenga, speriamo che una volta tanto non siano presi in esame solo i problemi dei “soliti noti”, speriamo che Confindustria e Confartigianato sempre solerti a promuovere campagne di sensibilizzazione per i “poveri soliti noti di cui sopra”, magari una volta soltanto si interessino anche dei problemi della stragrande maggioranza degli edili in provincia.

Nessun commento:

Posta un commento