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domenica 4 settembre 2011

ehi ragazzi ………………Ricominciamo dal numero “ UNO ” ?

ehi ragazzi ………………

                                          Ricominciamo dal numero “ UNO ” ?


A 13-14-15-16 anni, la messa, la confessione, e tutta l'altra "roba" di chiesa cominciano a pesare: "A cosa mi servono? Le faccio da tanti anni, adesso quasi quasi mi sono stu-fato!".
A quella età , tutto sembra più inte¬ressante, vero, attraente delle cose imparate al catechismo: "Ci pensi? È dalla prima elementare che vado al catechismo. Che barba: e questo non lo devi fare, e quest'altro non lo puoi fare... Non puoi fare niente perché tutto è peccato. Ma adesso basta! La cresima ormai l'ho fatta: ora si cambia!".
Se però uno chiede ai ragazzi e alle ragazze di 13-14-15-16 anni: "Chi è Gesù?", essi si trovano in difficoltà.
"Ma si, è quello delle pecorelle del presepe, quello della parabola dei talenti... Cose anche belle, ma da bambini piccoli. Noi adesso siamo grandi e abbiamo altro a cui pensare. Tanto più che, a questo Gesù, piacciono le cose che non piacciono a noi e vice-versa!".
Succede così che troppi ragazzi e troppe ragazze allentano i loro legami con il cristianesimo, spesso fino a romperli del tutto, senza aver conosciuto davvero Gesù Cristo. Qualche volta addirittura, i ragazzi e le ragazze smettono di considerarsi cristiani per gli stessi motivi per cui dovrebbero incomin¬ciare a diventarlo: il desiderio di libertà, la voglia di essere conside¬rati importanti come i grandi, il bisogno di amicizia, il sogno dì un mondo più bello, più pulito, più in pace.
Capita cosi ai ragazzi e alle ra¬gazze di scegliere a occhi chiusi, a casaccio, per sentito dire. E come se un tizio, dopo aver visto quattro ragazzini giocare sotto casa con un pallone sgonfio, decidesse che il gioco del calcio è una cosa poco interessante, quasi scema...
Come si fa a giudicare il calcio senza aver visto qualche partita di serie A, di coppa, della nazionale?
Come si fa a decidere se conti¬nuare o meno ad essere cristiani senza aver conosciuto Gesù?
Te lo immagini tu un ragazzo e una ragazza che, con tante cose interessanti da scoprire, si mettono a perdere tempo per conoscere Gesù?
Si può vivere anche di pubblicità, di vestiti firmati, di canzonette, di pallone, di discoteca e di gossip... il somaro di zio Checco è grande e grosso e non conosce Gesù e vive lo stesso. Ma prima o poi, anche nei ragazzi e nelle ragazze di 13-14-15-16 anni, nasce il desiderio di capire se stessi, la vita, quello che ci circonda, la storia. A questo punto non si può fare a meno di conoscere Gesù: niente è più comprensibile senza di lui. Egli è venuto in mezzo a noi e ci costringe a fare i conti con lui, a scegliere, a decidere.


Le acque della storia degli uomini scorrevano tranquille.
Da una parte i liberi con tutti i diritti e dall'altra gli schiavi con tutti i doveri. Da una parte i maschi, padroni, e dall'altra le femmine, sottomesse ai pa¬droni.
Da una parte i vincitori e i domi¬natori e dall'altra i vinti e gli op¬pressi.
Da una parte i ricchi, i forti, i belli, gli istruiti e dall'altra i poveri, i deboli, i brutti, gli ignoranti.
Poi, quando i tempi furono misteriosamente pronti, sotto l'impe¬ratore Cesare Ottaviano Augusto, in una fredda notte, in uno sperduto paese dell'impero più grande del mondo, nell'anno 754 dalla fonda¬zione di Roma, nacque Gesù, in un paesino il cui nome è e resta tutto un programma Betlemme: Bet (casa) e Lehem (pane).
Da quel momento, le acque della storia degli uomini cominciarono ad agitarsi come se fossero state sconvolte da un terremoto sottoma¬rino, perché questo umile uomo mette tutto in discussione: non c'è né schiavo né libero, né maschio né femmina, né povero né ricco, perché siamo tutti fratelli.
Da quella lontana notte, le acque non si sono più calmate e meno che mai oggi: Gesù disturba, i sogni tranquilli degli uomini come di¬sturbò quelli dei magi, dei pastori, dei sacerdoti del tempio, di Erode, di coloro che sbagliano e la cui coscienza continua a domandargli di non sbagliare.
È impossibile contare tutti i libri su Gesù e comincia ad essere difficile elencare anche i film incentrati su di lui.
A favore o contro, con amore o con rabbia, con fede o con diffi¬denza, sembra proprio che non si possa fare a meno di parlare di lui, di quest'uomo piombato in mezzo alla storia degli uomini con l’incre¬dibile pretesa di essere uno di loro, ma anche il loro Dio.
Libri geniali o libracci, film stu¬pendi o filmacci. Non c'è via di mezzo. Quando si parla di lui è necessario schierarsi: o se ne dice un gran bene oppure se ne dice un gran male. In ambedue i casi, le folle si movimentano, si schierano da una parte e dall'altra, i senti-menti si infuocano; di fronte a lui non è possibile rimanere indiffe¬renti.
Non c'è niente da fare: dalla na¬scita di Gesù, la storia non è più la stessa.
Ogni tanto sbuca fuori qualcuno convinto di aver inventato qualcosa di nuovo sulla vita degli uomini. Illusione! Lui l'aveva già detta: af¬fermata o condannata. A tutti gli altri, non rimane altro che capire meglio, chiarire, spiegare, tentare di imitarlo. Ma lui l’aveva già detta.
A volte, anche per lunghi periodi, si crede di poter fare a meno di lui. Ma poi ci si accorge, fatalmente, che bisogna tornare a lui, da lui ricominciare a discutere, a capire a scegliere.
Anche chi non lo conosce, anche chi non ne ha mai sentito parlare, anche chi lo vorrebbe azzerare e cancellare dai libri di storia, finisce per affermare o negare quello che ha già detto lui.
La fratellanza, la giustizia, la pace, l'amore, la speranza, il perdono... sono tutte parole sue. E sono le parole che ogni uomo vorrebbe dire, ascoltare e sperimentare.


Gesù è scomodo
Gesù è scomodo per tutti.
Per chi già lo conosce, perché il suo messaggio è esigente. Perché coloro che lo conoscono vengono additati: "E poi dite di essere .cristiani!".
Per chi non lo conosce, perché essi avvertono di andare cercando quello che lui ha detto.
Gesù è scomodo per i grandi, perché si accorgono di essere arri¬vati a 40, 50, 80 anni e di non aver capito ancora quasi niente di lui.
È scomodo per i bambini, perché appena capiscono, si sentono dire: "Lui vuole così, Lui non vuole così".
È scomodo per i ragazzi e le ragazze, che, nel momento della crescita, vorrebbero liberarsi di lui come di tutti gli altri personaggi delle favole e della fantasia: Babbo Natale, la Befana, Pinocchio, Cappuccetto Rosso, Peter Pan, Biancaneve, Mandrake, Superman.
E invece lui rispunta fuori sempre, dappertutto.


Anche i ragazzi e le ragazze si domandano
Anche i ragazzi e le ragazze, se veramente vogliono crescere e di¬ventare grandi, non possono non domandarsi:
"Ma questo Gesù è vero o falso?
È esistito realmente oppure no?
Cosa ha fatto e cosa ha detto realmente?".


La strada giusta: i Vangeli e il tuo cuore.
Per trovare risposte serie a queste domande ci sono solo due strada da percorrere: quella dei vangeli, quattro libretti che parlano di lui e quella del tuo cuore.
Se non li si conosce, si parla a vuoto, a vanvera, ripetendo a pap¬pagallo quello che hanno detto altri, se non lasci parlare il tuo cuore ti sembrerà tutto arido, tutto privo di senso.
Ma possono dei ragazzi di 13 anni capire dei libri sui quali uo¬mini con quattro lauree non fini¬scono di scervellarsi, sono capaci di ascoltare la voce del cuore?
Possono certamente. È chiaro che essi non possono capire tutto - ma chi può capire tutto dei vangeli? - ma quel tanto che basta per partire con il piede giusto. Possono ascoltare e capire la voce del cuore se in silenzio sinceramente lo sapranno interrogare.
Se uno, in prima elementare, inizia la scuola imparando che due più due fanno cinque e che tre per otto fa quarantaquattro, crescendo, non azzeccherà più un conto.
È così anche per i vangeli. Se uno da piccolo, parte con le idee sba¬gliate, in seguito gli sarà molto diffi¬cile ragionare bene. Se uno avrà sempre azzittito la voce del suo cuore avrà riempito i suoi pensieri del rumore, dei ragionamenti, delle idee e delle frasi fatte o dei luoghi comuni degli altri.
Purtroppo, a tanti cristiani è capi¬tato proprio così! Al catechismo hanno sentito parlare di Gesù, come di un personaggio delle fa¬vole. Dei vangeli, hanno sentito raccontare qualche episodio isolato senza le spiegazioni opportune. Il loro cuore li ha invitati a cercarlo, ad amarlo ma non c’è stata risposta.
Adesso, da grandi è un disastro: non sanno trovare un brano, non rie¬scono a inquadrarlo nel contesto, non ne afferrano il significato pro¬fondo, il loro cuore pare abbia peso la voce.
Oggi non si può essere cristiani per sentito dire, perché lo era il nonno, per comodità. Oggi essere cristiani è impegnativo, scomodo, richiede di andare contro corrente, di sapere rendere ragione delle pro¬prie scelte, di scegliere di amare anche coloro che non ti amano, capire e perdonare anche coloro che ti ostacolano o che non la pensano come te.
Oggi, per essere cristiani seri è necessario conoscere Gesù e quindi è necessario conoscere i van¬geli, parlare ancora con Lui.
Ecco perché tutti gli adulti dovrebbero aiutare i ragazzi a conoscere i vangeli partendo con il piede giusto, e cercando di mettere i ragazzi nella condizione di prendere in mano i quattro van¬geli, di leggerli con intelligenza e di accoglierne il significato profondo, di vivere la buona novella cioè le parole di salvezza, “la buona notizia”, che Gesù ha detto e ancor oggi continua senza mai stancarsi a ripetere ad ogni creatura umana di qualsiasi tempo, di qualsiasi sesso, di qualsiasi razza, di qualsiasi età, chiedendo instancabilmente loro:”cosa dice il tuo cuore”.
- Voglio crescere sul serio o travestirmi da cresciuto?
- So riconoscere ciò che veramente da spina dorsale alla mia vita?
- Come posso scegliere il bene se non conosco anche le proposte di Gesù?
- Vuoi incontrarti con i tuoi coetanei in parrocchia ed insieme ascoltare cosa ha da dirti Gesù?













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